Disturbi d'ansia

Cosa sono i disturbi d’ansia? Quali i sintomi comuni per riconoscerli?

L’ansia è la naturale e corretta risposta dell’essere umano posto di fronte ad un pericolo, ad una minaccia ed è quindi una risposta adattiva, del tutto normale e innata, che ci ha permesso di sopravvivere nel corso dell’evoluzione.

La sua funzione è protettiva in quanto ci permette di gestire il pericolo nel migliore dei modi, attraverso la fuga e l’allontanamento dalla minaccia,  l’attacco e la gestione della stessa quando sentiamo d’essere in grado.

L’ansia quindi è di per sè qualcosa di buono e utile, che ha contribuito e contribuisce ancora alla nostra sopravvivenza e sicurezza e che ci fornisce preziose informazioni su come ci stanno andando le cose che per noi sono importanti.  

Il problemi d’ansia nascono quando questa naturale protezione emotiva si attiva in modo eccessivo e inappropriato, in assenza di una vera minaccia reale ma in presenza di minacce prodotte dalla mente.

Se da un lato, una “sana” e appropriata ansia preserva la vita e ci sostiene nell’ottenere esiti positivi, dall’altro un’ansia disadattiva può rendere la vita un inferno con un continuo arrovellarsi a pensare e ripensare al peggio.

Questi “inferni” possono assumere diverse forme patologiche come:

  • Il Disturbo di panico (noto come “attacchi di panico”)
  • La Fobia specifica o semplice
  • La Fobia sociale o ansia sociale
  • Il Disturbo Post-traumatico da stress (DPTS) e il  Disturbo acuto da stress (DAS)
  • Il Disturbo d’ansia generalizzato (DAG)

E l’elenco dei disturbi legati all’ansia non è ancora finito: ci sono problemi d’ansia dovuti a condizioni mediche specifiche o all’uso di sostanze come l’alcool, la cannabis, gli allucinogeni.

In questi casi parliamo di:

  • Disturbo d’ansia dovuto a una condizione medica generale
  • Disturbo d’ansia indotto da sostanze

È importante ricordarsi che non è sufficiente provare semplicemente ansia per essere affetti da un disturbo d’ansia.

L’ansia, infatti, è utile all’adattamento dell’individuo al suo ambiente e solitamente resta circoscritta e limitata nella sua intensità. L’ansia è quindi la normale reazione del nostro organismo a uno stressor.

Lo stressor è semplicemente un cambiamento del nostro ambiente che richiede al nostro organismo un adattamento.

Pensiamo alla classica prova d’esame. Gli studi sull’argomento mostrano chiaramente come, per fare una buona prestazione, sia necessaria una certa dose d’ansia. La prestazione è più efficiente se svolgiamo il compito un po’ attivati fisiologicamente, mentre, in uno stato di completo relax la nostra prestazione sarebbe meno ottimale.

In questo caso stiamo facendo esperienza di quella che possiamo definire una “sana ansia”.

L’ansia patologica, invece, solitamente interferisce con la qualità della vita, limita la persona nel suo quotidiano e interferisce negativamente con il raggiungimento degli obiettivi importanti.

Seppur in forme diverse, i disturbi ansiosi, hanno in comune  una qualche forma d’evitamento a una situazione o ad un evento, che provoca una paura intensa, e mantengono un disagio e uno stato d’allerta protratto nel tempo.

Riprendendo l’esempio dell’esame potremmo quindi essere la persona che non si presenta alla prova per paura di fallire o che, pur avendo studiato, non è in grado di rispondere in quanto in totale disagio sente  “la testa vuota”.

L’evitamento ansioso è un elemento caratteristico dei disturbi d’ansia perché in questo modo l’individuo si sottrae da quella penosa sensazione fisica e psichica che sente intollerabile e non gestibile. C’è chi non guida più, chi evita di parlare durante le riunioni di lavoro, chi non prende l’ascensore, chi evita i centri commerciali e i luoghi affollati.

Le persone possono presentare differenti problematiche legate all’ansia, ma le patologie ansiose principali, per le quali solitamente si chiede un aiuto specialistico dello psicoterapeuta, sono caratterizzate da ansia patologica.

In aggiunta a queste patologie ansiose, vi sono anche altri disturbi psicologici in cui l’emozione dell’ansia, del panico e dell’angoscia è presente: l’angoscia è un’emozione centrale anche per  il Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Le conseguenze dell’ansia nella vita quotidiana

I problemi d’ansia sono piuttosto comuni ma hanno un profondo impatto nella vita quotidiana di chi ne soffre.

Ogni disturbo d’ansia ha delle proprie specificità, ma possiamo riconoscere delle manifestazioni comuni tra chi soffre d’ansia a livello patologico:

  • la presenza eccessiva di ansia, paura, disagio, panico, preoccupazione sia per intensità che per frequenza.
  • la presenza di contenuti mentali ansiosi sul futuro: pensieri ansiosi, preoccupazioni, timori, immagini catastrofiche, ipotesi di esiti drammatici e negativi.
  • la presenza di numerosi comportamenti di protezione e sicurezza quali l’evitamento, la rassicurazione e il controllo che limitano la persona e le causano altri disagi
  • la presenza di uno stato fisico caratterizzato da tensione muscolare, battito cardiaco accellerato, respirazione superficiale e affannata, stanchezza, dolori muscolari.
  • difficoltà a riconoscere l’ansia motivata e condivisibile dalla maggioranza delle persone dall’ansia patologica.

 

Trattamento e cura cognitivo-comportamentale per i disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia possono essere curati ed è possibile riprendere a vivere con maggior benessere grazie ad interventi di tipo farmacologico e psicoterapeutico.

La terapia cognitivo-comportamentale è riconosciuta come intervento d’elezione nel trattamento dei disturbi d’ansia e offre il vantaggio, a differenza dei soli farmaci che alleviano unicamente  i sintomi, di intervenire alla radice del problema ansioso, aiutando la persona a sviluppare una nuova e più adeguata gestione emotiva.

L’intervento cognitivo-comportamentale permette alla persona di conoscere e riconoscere meglio l’ansia adattiva e di gestire e ridurre l’ansia patologica e i suoi sintomi, tornando a fare esperienza quotidiana solo di quella che possiamo definire “ansia buona”.

Nel percorso di cura per l’ansia si imparano a modificare i pensieri irrazionali che generano la sensazione di pericolo e allerta eccessivi, si apprendono tecniche di rilassamento e di respirazione utili a stare meglio e ci si riappropria del senso di sicurezza e di libertà nel muoversi al raggiungimento dei propri obiettivi e bisogni senza timori irrazionali e limitanti.

L’impiego della psicoterapia cognitivo-comportamentale nel trattamento delle seguenti difficoltà ansiose può:

  • Interrompere gli attacchi di panico e permettere alla persona di riprendersi in mano la propria vita e di tornare ad avere libertà e autonomia. (Disturbo di Panico)
  • Poter entrare in contatto con serenità e sicurezza con ciò che ci fa paura, sia che si tratti di prendere un aereo, fare un prelievo del sangue o accarezzare un cane. (Fobia specifica)
  • Vivere con soddisfazione, sicurezza e piacere le situazioni sociali, aumentando le relazioni e le occasioni conviviali a lungo tempo evitate o sopportate con disagio. (Fobia sociale)
  • Sentire più sicurezza, leggerezza e benessere smettendo di preoccuparci per tutto e per la maggior parte del tempo (Disturbo d’ansia generalizzato)
  • Farci sostenere un esame, una presentazione, una performance al meglio e con una normale e adattiva ansia positiva se soffriamo di Ansia da prestazione, ansia da esame, ansia da palcoscenico
  • Superare il Disturbo Post-traumatico da stress riprendendo sicurezza e tranquillità
  • Non farci preoccupare in continuazione rispetto alla nostra salute come invece accade nel disturbo ipocondriaco.

Inoltre:

  • Imparare ad affrontare e gestire i pensieri intrusivi ed interrompere i comportamenti ripetuti del  Disturbo Ossessivo-Compulsivo
  • Imparare a gestire e a modulare l’emozione dell’ansia in tutte quelle circostanze in cui, pur non avendo un disturbo d’ansia specifico, riconosciamo che quest’emozione non ci fa apprezzare appieno la vita, ci limita e genera stress.

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