Disturbo disforico premestruale

Cos’è il disturbo disforico premestruale? Quali i sintomi comuni per riconoscerlo?

A livello diagnostico esistono differenti forme di depressione, ma ce n’è una che interessa esclusivamente le donne e che si presenta associata ai complessi e delicati cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale: è il disturbo disforico premestruale.

Una ben conosciuta e frequente condizione è la sindrome premestruale, caratteristica della fase premestruale del ciclo: le sue manifestazioni fisiche e psicologiche sono così note, sia alle donne che agli uomini, da essere persino oggetto d’ironia e autoironia.

Questa condizione, legata ai cambiamenti ormonali normali della seconda parte del ciclo mestruale, influisce sia a livello fisico che psicologico, manifestandosi appunto con un insieme di sintomi fisici ed emotivi caratteristici: gonfiore e dolore al seno, dolori muscolari, ritenzione idrica, stanchezza, irritabilità, calo dell’umore, dolori addominali.

Tanto è nota la sindrome premestruale, tanto spesso è meno saputo che, in base alla gravità dei sintomi, all’interferenza degli stessi sulla vita quotidiana, questa condizione può diventare a tutti gli effetti un vero e proprio disturbo dell’umore: dalla semplice e comune sindrome premestruale lieve al meno frequente, ma più grave Disturbo Disforico Premestruale.

Chi soffre di disturbo disforico premestruale presenta, nella maggior parte dei cicli mestruali, almeno un sintomo prevalente, quale:

  • Sbalzi d’umore, improvvise crisi di pianto e di tristezza, aumentata sensibilità al rifiuto
  • Irritabilità, rabbia, nervosismo: molte donne raccontano di arrabbiarsi facilmente e per cose di poco conto e di litigare con il partner e i familiari con più facilità del solito.
  • Depressione, marcata tristezza, senso di disperazione: la sensibilità emotiva è aumentata e ci si ritrova a piangere davanti alle minime condizioni avverse
  • Ansia, tensione, “sentire i nervi a fior di pelle”

A questi sintomi prevalenti si aggiungono altri sintomi necessari per la diagnosi, quali: calo dell’interesse per le attività solitamente piacevoli, difficoltà di concentrazione, mancanza d’energia, sonnolenza, aumento dell’appetito, problemi del sonno, sintomi fisici come gonfiore al seno, sensazione di “gonfiore” generale, dolori muscolari.

Per diagnosticare il Disturbo Disforico Premestruale è necessario che si presentino almeno cinque sintomi nella settimana precedente alle mestruazioni, sintomi che solitamente iniziano a migliorare alla comparsa del ciclo e scompaiono nella settimana successiva dello stesso.

Esiste quindi una forma di depressione al femminile correlata ai cambiamenti ormonali, ma questi sarebbero chiamati in causa, insieme alla predisposizione genetica e a fattori ambientali di rischio quali stress, eventi di vita traumatici, aspetti socioculturali di ruolo di genere.

Il trattamento cognitivo- comportamentale per il Disturbo disforico Premestruale

Per diagnosticare il Disturbo disforico premestruale è necessaria una valutazione clinica: un’accurata visita dal ginecologo di fiducia sarà certamente necessaria, così come una consultazione con lo psicoterapeuta o un medico psichiatra utile ad escludere altri disturbi depressivi come la depressione maggiore o la distimia.

La terapia farmacologica potrebbe essere consigliata nella cura del disturbo, secondo la gravità della sintomatologia: in questi casi i farmaci che hanno dato le migliori prove di efficacia nella gestione della problematica sono i contraccettivi orali e gli antidepressivi in grado di ridurre i sintomi.

Tuttavia è necessario precisare che questa condizione medica così severa colpisce solo una piccola percentuale di donne e che, in molti casi, è possibile gestire meglio i sintomi, secondo il livello di gravità, attraverso differenti interventi e alcuni accorgimenti quotidiani legati allo stile di vita.

Per esempio, è sempre utile tenere un calendario del disturbo, in cui annotare le manifestazioni sintomatiche in relazione alle diverse fasi del ciclo: questo semplice strumento di autoconoscenza permette alla donna di avere maggior consapevolezza di se stessa e delle sue risposte fisiche e psicologiche, nonché d’essere in grado di fornire informazioni utili ai sanitari.

Altrettanto utile è gestire meglio la durata e la qualità del sonno, l’alimentazione, l’attività fisica e la gestione dello stress.

Lo psicoterapeuta può intervenire in aiuto al paziente con Disturbo disforico premestruale come supporto nella gestione dei sintomi.

L’intervento sarà centrato, oltre che sulla maggior presa di consapevolezza del problema stesso, al sostegno psicologico ad attuare i cambiamenti nello stile di vita utili a limitare la sintomatologia, all’insegnamento di tecniche di rilassamento muscolare e di consapevolezza come la Mindfulness.

 

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