Gestire le emozioni

“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”

 Kahlil Gibran

 

Gioia, tristezza, soddisfazione, colpa, rabbia, orgoglio, ansia, ecc… sono solo alcuni dei tanti termini con i quali descriviamo gli stati d’animo e le emozioni che ci accompagnano naturalmente durante le giornate.

Nella vita di tutti i giorni, per ognuno di noi, c’è un alternarsi continuo d’emozioni diverse e questa ricchezza emotiva ha una funzione importante: c’informa su come ci stanno andando le cose rispetto ai nostri obiettivi, bisogni, desideri, valori.

Cos’è un’emozione e come nasce?

L’emozione è la risposta complessa dell’organismo a un pensiero, che si accompagna a modificazioni fisiologiche, manifestazioni espressive e comportamentali.

Erroneamente riteniamo che le cause del nostro sentire emotivo siano gli eventi della vita, quando in realtà non è la situazione che viviamo a farci provare una certa emozione, ma il pensiero che abbiamo su quella data cosa.

A noi, quindi, la responsabilità di disciplinare la mente a un pensiero costruttivo, così come facevano i grandi filosofi del passato quotidianamente.

Credere di provare un’emozione a causa di una situazione è una forma d’errore di ragionamento che ci rende spettatori passivi del turbinio emotivo e in balia delle emozioni stesse.

In realtà, l’uomo è in grado di autodeterminarsi e gli eventi in sé non prevedono una risposta emozionale obbligata: è possibile gestire le emozioni.

Se è quello che pensiamo rispetto a un evento, che ci fa provare una certa emozione, possiamo affermare che il vivere emotivo è mediato dal nostro dialogo interno e influenzato dalle nostre credenze, aspettative, idee e valori.

 

Quando le emozioni diventano dannose?

L’emozione diventa dannosa quando segue un pensiero dannoso fatto di credenze e pensieri irrazionali: la persona si ritrova così a subire passivamente emozioni intense e non funzionali al benessere.

Questa forma di pensiero si caratterizza per non essere dimostrabile e suffragata dai fatti: seguiamo sentire del mondo emotivo invece di gestire le emozioni.

Crediamo ciecamente alla produzione della mente dimenticandoci di vagliare la veridicità di quel che la mente produce: pensieri, credenze, aspettative, pregiudizi diventano la verità.

Riconoscere e comprendere i pensieri insensati e irrazionali, sottoponendoli all’attenzione e al giudizio critico è quindi un passaggio obbligato per modificare le emozioni distruttive.

Solo allora sarà possibile imparare a pensare in modo diverso riformulando i pensieri irrazionali in frasi razionali che potranno regolare meglio la risposta emotiva.

L’intervento dello psicologo

Se ci rendiamo conto che le nostre emozioni sono troppo intense e dolorose, che con troppa frequenza proviamo sempre le stesse emozioni e che queste ci ostacolano nella vita quotidiana possiamo rivolgerci allo psicoterapeuta.

In terapia cognitivo-comportamentale si lavora insieme alla persona per aiutarla a vedere i pensieri sabotanti, irrazionali e automatici che la tengono ingabbiata in emozioni negative.

L’obiettivo dell’intervento è quindi favorire una maggior consapevolezza dei propri pensieri distruttivi, regolando  le emozioni e a ritrovando un maggior equilibrio emotivo.

 

“ I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.”

Fernando Pessoa

 

 

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